Alimentazione

Si può portare cibo in aereo? Cosa portare nel bagaglio a mano

15 Luglio 2026 · di Gennaro Mancini

Si può portare cibo in aereo? Cosa portare nel bagaglio a mano

È un dubbio che coglie tante persone che stanno programmando un viaggio, frutto dei vari interventi e delle progressive limitazioni che da almeno venti anni si sono susseguite: la risposta comunque è positiva, perché si può portare cibo nel bagaglio a mano e, più in generale, si può portare cibo in volo.

Quello che è cambiato e parecchio, negli ultimi mesi è la parte più fastidiosa della faccenda: i liquidi. La storica regola dei 100 ml non è più valida ovunque. In un numero crescente di aeroporti si possono portare a bordo contenitori fino a 2 litri, il che significa che l’olio, il miele o la conserva comprati in vacanza possono finalmente salire in cabina. Ma attenzione: dipende dall’aeroporto da cui parti e, cosa che quasi nessuno considera, anche da quello da cui torni. Vediamo tutto con ordine.

cibo bagaglio a mano

Cosa è cambiato nel 2026: addio (quasi) al limite dei 100 ml

Il limite dei 100 ml era stato introdotto nel 2006, dopo che la polizia britannica aveva sventato un piano per far esplodere ordigni liquidi nascosti in bottiglie di bibite su voli transatlantici. Da allora è stato il nostro incubo da valigia.

La svolta è arrivata con i nuovi scanner a tomografia computerizzata (chiamati CT o C3): analizzano il bagaglio in 3D ad alta risoluzione e riescono a individuare esplosivi solidi e liquidi senza bisogno che il passeggero tiri fuori nulla. Il 25 luglio 2025 l’ECAC (l’organizzazione che riunisce le autorità dell’aviazione civile di 44 Paesi europei) ha ufficializzato la possibilità di trasportare nel bagaglio a mano liquidi in confezioni superiori ai 100 ml negli scali dotati di questa tecnologia.

Dove gli scanner sono attivi, quindi:

  • puoi portare liquidi, aerosol e gel in contenitori singoli fino a 2 litri;
  • non devi estrarli dal bagaglio al controllo (e nemmeno laptop e tablet);
  • addio sacchetto trasparente.

Il presidente dell’ENAC, Pierluigi Di Palma, ha dichiarato l’obiettivo di arrivare a coprire tutti gli aeroporti italiani entro l’estate 2026, ma il percorso non è stato lineare: i macchinari sono costosi, la loro attivazione non è immediata e le certificazioni UE riguardano solo alcuni produttori. Il risultato, oggi, è a macchia di leopardo.

Gli aeroporti italiani dove valgono le nuove regole

Aeroporto Regola applicata
Roma Fiumicino Liquidi oltre i 100 ml per tutti i passeggeri, tranne i voli “sensibili” verso USA e Israele (i varchi dedicati non sono attrezzati)
Milano Linate Contenitori fino a 2 litri, senza separarli dal bagaglio a mano
Milano Malpensa Solo Terminal 1. Al Terminal 2 restano le vecchie regole, tranne per chi usa il fast track
Bologna Tutti i passeggeri e tutte le destinazioni: tutte le postazioni sono attrezzate
Torino Caselle Solo fast track. Per gli altri passeggeri valgono le limitazioni precedenti
Tutti gli altri scali italiani Regole classiche: 100 ml + sacchetto da 1 litro, da estrarre al controllo

Attenzione ai terminal e alle corsie. Nello stesso aeroporto possono convivere varchi con scanner nuovi e varchi tradizionali. E alcuni scali hanno installato i macchinari senza averli ancora attivati, o li hanno di marca non ancora certificata dall’UE. Prima di partire, verifica sempre sul sito ufficiale dell’aeroporto.

E in Europa?

Il quadro è in movimento. Hanno già alzato il limite a 2 litri, tra gli altri, Dublino, Praga (Terminal 2), Vilnius, Kaunas, Cracovia, Poznań, Cluj, Billund e Malta. Nel Regno Unito si sono adeguati Heathrow (che è arrivato per ultimo tra i grandi hub, ma ora applica la regola in tutti i terminal), Gatwick, Birmingham, Belfast ed Edimburgo.

Restano invece alle vecchie regole molti scali importanti: Bruxelles Zaventem ha fatto sapere di non avere piani concreti di adeguamento, mentre Amsterdam Schiphol e Barcellona El Prat non hanno chiarito le loro intenzioni. Anche Parigi e Madrid applicano ancora i 100 ml.

bagaglio a mano liquidi

La regola d’oro: conta anche il ritorno

È il consiglio più importante di tutto l’articolo, ed è quello che frega più viaggiatori.

La deroga vale solo nell’aeroporto da cui parti. Se parti da Fiumicino con una bottiglia d’olio da un litro nel bagaglio a mano passi tranquillo, ma se il volo di ritorno decolla da uno scalo non attrezzato un’isola greca, un aeroporto stagionale, Bruxelles quella stessa bottiglia te la sequestrano. Lo stesso vale per gli scali intermedi.

E c’è un dettaglio che pochi conoscono: conta la confezione, non il contenuto. Un flacone da 200 ml usato a metà resta un flacone da 200 ml, e in un aeroporto non attrezzato non passa.

In sintesi: prima di partire, controlla le regole di tutti e tre gli aeroporti coinvolti partenza, scalo, ritorno. Nel dubbio, i liquidi vanno in stiva.

Si può portare cibo in aereo, le regole di base

Chiarito il capitolo liquidi, il resto è più semplice.

Di base, il trasporto di alimenti e bevande nel bagaglio in stiva è comunemente ammesso, a patto che non risultino contrari alle leggi dello Stato di destinazione (da verificare collegandosi ai siti web specifici). Più precisamente, è consentito trasportare cibo a bordo dell’aereo, sia nel bagaglio a mano che in quello da stiva, con alcune rilevanti limitazioni che riguardano le quantità e le tipologie di alimenti tollerati.

Uno dei classici souvenir che ci portiamo a casa per avere un ricordo saporito dell’esperienza appena vissuta può anche essere un regalo perfetto per i parenti, o un pensiero da portare agli amici che andiamo a trovare fuori. E poi c’è la questione pratica: mangiare durante le ore di volo serve a spezzare l’appetito e la monotonia. Insomma, il cibo in aereo può avere tanti “motivi”, ma la comunque parte della lista dei prodotti che entra nei bagagli, anche se ci sono diverse regole da ricordare e rispettare.

Quali cibi si possono portare nel bagaglio a mano

Se è solido può salire a bordo: questa è la regola di base che possiamo tenere a mente mentre prepariamo il bagaglio a mano prima di un viaggio.

Gli alimenti solidi, come ad esempio sandwich, panini, dolci, snack, frutta e verdura sono infatti consentiti, purché adeguatamente sigillati: via libera anche a cibi secchi come biscotti, pasta, crackers, formaggio stagionato, grissini, frutta secca, purché in confezioni sigillate, meglio ancora se originali — al massimo, ci può essere una questione legata alle quantità massime accettate, anche se poi per i bagagli a mano vige l’obbligo di non superare un determinato peso, pena il pagamento di sanzioni o il rifiuto di imbarcare il bagaglio stesso (a discrezione della compagnia aerea).

Ben diversa e più complessa è la gestione dei cosiddetti LAG, ovvero Liquidi, Aerosol e Gel, in cui rientrano tutti i prodotti che hanno appunto queste caratteristiche fisiche. E qui, come abbiamo visto, la regola dipende dall’aeroporto:

Negli aeroporti con scanner CT/C3 attivi: contenitori fino a 2 litri, niente sacchetto, niente estrazione dal bagaglio.

Negli aeroporti con controlli tradizionali: contenitori singoli non superiori a 100 ml, inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile di capacità non superiore a 1 litro, in cui il contenuto entri comodamente e che si chiuda completamente. Il sacchetto va estratto dal bagaglio al momento del controllo. (Nota: il criterio ufficiale è il sacchetto che si chiude, non un numero fisso di flaconi.)

Nei LAG rientrano anche formaggi freschi, mozzarella, yogurt, barattoli con creme (Nutella, per fare un nome), confetture e marmellate, barattoli di olive o altri alimenti sottolio o sottaceto, cioccolatini ripieni di liquore e zuppe, che quindi possono essere trasportati a bordo solo in piccole quantità oppure inseriti in un panino.

Ricapitolando, si può portare cibo in aereo col bagaglio a mano, e per la precisione possiamo portare con noi:

  • Panini o sandwich preparati da casa
  • Cibi secchi sigillati
  • Pane
  • Pizza
  • Panini
  • Snack confezionati
  • Torte
  • Cereali
  • Caramelle
  • Formaggio solido
  • Cioccolato
  • Carne, frutti di mare e verdure cotti senza liquido
  • Biscotti
  • Crackers
  • Frutta secca
  • Nocciole
  • Cibi freschi, liquidi o semiliquidi, nei limiti previsti dall’aeroporto di partenza (100 ml o fino a 2 litri)

Cibo e liquidi negli USA: la regola 3-1-1 non è cambiata

Se voli verso gli Stati Uniti o hai uno scalo americano, dimentica i 2 litri. La regola 3-1-1 della TSA resta in vigore in tutti gli aeroporti statunitensi anche nel 2026: ogni contenitore di liquidi, gel, aerosol, creme e paste non può superare 3,4 once (100 ml), tutti i contenitori devono entrare in un unico sacchetto da un quarto di gallone e ne è ammesso uno solo per passeggero.

Anche negli USA sono in corso di installazione gli scanner CT nei grandi hub (Atlanta, JFK, LAX, O’Hare), ma lì cambia solo la procedura: puoi lasciare il sacchetto e il laptop nello zaino, però il limite di 3,4 once resta. E vale la stessa avvertenza sulla confezione: una bottiglia da 6 once mezza vuota non passa.

Occhio anche alla TSA sulla definizione di “liquido”, che è molto larga: burro d’arachidi, yogurt, salse e creme spalmabili ci rientrano in pieno. È diventato un piccolo caso social l’estate scorsa, con i tifosi europei del Mondiale che tentavano di riportare a casa scorte di ranch dressing e le trovavano nei bidoni dei controlli.

Restano ammessi oltre il limite, dichiarandoli agli addetti: farmaci liquidi, latte materno, latte in formula, bevande e alimenti per l’infanzia (anche senza il bambino al seguito, nel caso del latte materno), con i relativi ice pack.

Cibi in aereo, le eccezioni che si possono portare a bordo

Non è ancora finita (lo dicevamo che era un tema complesso), perché ci sono altri casi che fanno eccezione alle norme appena descritte e che possiamo “sempre” portare a bordo, indipendentemente dallo scanner.

In particolare, sono ammessi tutti gli alimenti “essenziali”, come i cibi giustificati da necessità mediche (con opportuna documentazione) e i cibi per bambini: latte in polvere, biberon con latte e omogeneizzati, anche in quantità superiori ai 100 ml, purché sempre adeguatamente sigillati.

Via libera anche a tutti i prodotti alimentari acquistati presso “duty free” ed esercizi commerciali all’interno dell’aeroporto e sugli aeromobili, ovvero quelli che possiamo comprare in aeroporto dopo i controlli preliminari e prima dell’imbarco, sul velivolo (mostrando eventualmente lo scontrino fiscale per documentare l’acquisto, laddove richiesto). I liquidi acquistati nei duty free di aeroporti extra-UE sono ammessi se sigillati negli appositi sacchetti STEB e accompagnati dalla prova d’acquisto, e non vanno aperti fino all’arrivo a destinazione finale.

C’è quindi un’altra situazione paradossale, perché è vietato portare a bordo delle mozzarelle comprate fuori aeroporto, ma possiamo al contrario acquistare un chilo di mozzarelle nei negozi della galleria dello scalo e portarle tranquillamente a bordo con noi.

Gli acquisti in aeroporto consentono anche di portare come souvenir liquori e altre sostanze alcoliche, il cui trasporto è consentito entro limiti quantitativi di uso personale.

Ad ogni modo, soprattutto per spostamenti verso Stati esteri e Paesi extra-europei conviene sempre dichiarare il trasporto di cibo in anticipo e controllare che non ci siano particolari limitazioni relative alla dogana, per evitare sgradite sorprese ed eventuali sanzioni in caso di controlli.

I cibi che non si possono portare nel bagaglio a mano

Provando invece a riepilogare quali alimenti non si possono portare nel bagaglio a mano, dobbiamo rinunciare a tutti i cibi liquidi, semi-liquidi o immersi in liquido che superano il limite previsto dal tuo aeroporto di partenza: 100 ml nella maggior parte degli scali, 2 litri in quelli con scanner CT attivi.

In particolare, negli aeroporti con controlli tradizionali restano fuori: barattoli di olive, di cetriolini e di qualsiasi altro alimento sottolio o sottaceto, alimenti in scatola come il tonno, yogurt, salse, olio e aceto, cioccolatini ripieni di liquore, zuppe, sciroppi vari, vasetti di marmellata e creme spalmabili, hummus, miele e guacamole.

Inoltre, giusto per completezza (e come informazione da tenere in mente se pensiamo di preparare uno snack “al volo” in volo…), è proibito anche portare nel bagaglio a mano coltelli con lame oltre 6 cm, per motivi facilmente comprensibili di sicurezza.

Gli alimenti che si possono trasportare nel bagaglio da stiva

Una possibile soluzione ai problemi con la gestione dei cibi liquidi arriva dal bagaglio da stiva, in cui possiamo stipare in maniera più libera i prodotti, che riavremo ovviamente a disposizione una volta atterrati (quindi, niente da fare per lo snack in volo).

Nel bagaglio da stiva, infatti, ci sono meno limitazioni relative alla tipologia di prodotti che è consentito trasportare, e in particolare è ammesso portare cibo o bevande di qualunque genere, in quantità anche superiore a 100 ml, purché opportunamente sigillati e ovviamente rientranti nelle franchigie di peso (ma questa è una questione legata alla policy della compagnia aerea).

Attenzione: le regole cambiano se arrivi da un Paese extra-UE

Qui c’è il punto che nell’articolo precedente era poco chiaro, e vale la pena spiegarlo bene perché riguarda proprio i souvenir gastronomici.

Se viaggi tra Paesi dell’Unione Europea (più Andorra, Liechtenstein, Norvegia, San Marino e Svizzera), queste restrizioni non si applicano: il prosciutto comprato a Parma o il formaggio preso in Francia viaggiano tranquilli.

Se invece rientri nell’UE da un Paese terzo, le regole si fanno severe, per motivi di salute pubblica e di tutela dell’ecosistema locale — il rischio è l’introduzione di malattie animali:

  • Carne e latticini: vietati. Non è ammesso introdurre nell’UE scorte personali di carne, latte e prodotti derivati. Fanno eccezione solo Isole Fær Øer, Groenlandia e Islanda (fino a 10 kg a persona).
  • Pesce e prodotti della pesca: ammessi fino a 20 kg, oppure un solo pesce di peso superiore, purché eviscerato se fresco.
  • Miele, uova, ostriche vive, molluschi vivi, lumache: fino a 2 kg a persona (10 kg da Fær Øer, Groenlandia e Islanda).
  • Latte in polvere per lattanti, alimenti per la prima infanzia e alimenti per motivi medici: fino a 2 kg, purché non necessitino di refrigerazione prima dell’apertura e siano prodotti confezionati di marca, con la confezione integra.
  • Frutta e verdura: ammessi in quantità limitate.
  • Caviale di storione: massimo 125 grammi a persona.

Sono invece sempre ammessi (perché esenti da queste norme): pane, torte, biscotti, cioccolato e dolciumi non farciti con prodotti a base di carne; pasta senza ripieno di carne; integratori alimentari confezionati; estratti e concentrati di carne; olive ripiene di pesce; brodi e aromi confezionati; e qualunque altro prodotto che non contenga carne né latte e abbia un contenuto di uova o prodotti della pesca inferiore al 50%.

Questo significa, quindi, che non possiamo portare ogni cosa e in ogni quantità: al di là della ragionevolezza, infatti, le dogane aeroportuali prevedono l’obbligo di dichiarare particolari contenuti del bagaglio e possono verificare il trasporto di eventuali alimenti o sostanze vietate, che può provocare un sequestro della merce e, nei casi più gravi, una sanzione economica. La mancata dichiarazione di prodotti a base di carne o latticini può comportare multe o procedimenti penali.

Per questo motivo, è sempre opportuno controllare le restrizioni doganali del Paese verso cui viaggiamo, visitando il sito governativo ufficiale, e dichiarare sempre il trasporto di generi alimentari, sia nel bagaglio a mano che nel bagaglio da stiva, per evitare problemi e sanzioni.

La checklist prima di partire in breve

  1. Controlla l’aeroporto di partenza: applica i 100 ml o i 2 litri? E quale terminal / quale corsia?
  2. Controlla lo scalo intermedio e l’aeroporto di ritorno: è lì che si perdono i souvenir.
  3. Se voli negli USA: 3-1-1, sempre. Nessuna deroga.
  4. Solido = sale a bordo. Nel dubbio, se è spalmabile o si versa, è un liquido.
  5. I souvenir gastronomici liquidi vanno in stiva, ben sigillati e imballati.
  6. Se rientri da un Paese extra-UE: niente carne né latticini. Miele max 2 kg, pesce max 20 kg.
  7. Compra in duty free dopo i controlli: è la scorciatoia legale per portare a bordo quello che da casa non passerebbe.

Le regole sui controlli di sicurezza sono in evoluzione continua: verifica sempre le informazioni sul sito ufficiale del tuo aeroporto e dell’ENAC prima di partire.

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