Vino biodinamico: scopriamo insieme di cosa si tratta

Stiamo vivendo un periodo di drastici cambiamenti climatici, riscaldamento globale e caos meteorologico a tutto tondo, e più volte abbiamo detto che anche piccoli gesti quotidiani possono contribuire ad avviare una più ampia “rivoluzione green”. Il consumo consapevole, il riciclaggio corretto e le pratiche antispreco sono ad esempio alcune delle prime azioni base che possiamo compiere come cittadini, e anche il mondo agricolo si sta interrogando su ciò che è possibile applicare nell’ottica della sostenibilità e delle pratiche coscienziose. Rientra in questo ambito anche la cosiddetta agricoltura biodinamica, da cui deriva anche il vino biodinamico, una bevanda che – pur avendo profilo organolettico praticamente indistinguibile da un vino “normale” – viene realizzata secondo principi teorici molto particolari.

Vini biodinamici: qual è significato?

Una stravaganza fuori dai confini della scienza o, al contrario, un metodo per raggiungere l’unica vera espressione del terroir: non sembrano esserci vie di mezzo quando si parla di vini biodinamici, ovvero dei vini che sono prodotti rispettando la biodinamica, una visione olistica dell’agricoltura, che si concretizza in regole pratiche di coltivazione e cura dei vitigni.

Per la precisione, si definisce vino biodinamico quello prodotto nel rispetto di un insieme di pratiche agricole che concepiscono l’azienda e il vigneto come un organismo solido, e prevedono tra l’altro di coltivare e trattare tutti gli elementi come se fossero un’unica entità, eliminare l’uso di sostanze chimiche o aggiunte “lavorate” (come il lievito commerciale) e utilizzare materiali e compost naturali per rafforzare i vigneti.

Le pratiche agricole di gestione della vigna, dalla potatura alla raccolta, sono controllate dal calendario biodinamico, che in estrema sintesi suddivide tutti i compiti associati all’agricoltura in quattro tipi di giorni: giorni delle radici, giorni dei fiori, giorni della frutta e giorni delle foglie. In ognuno di questi momenti si devono eseguire determinati compiti, che riflettono i quattro elementi classici della Terra: i giorni della frutta sono pensati per la raccolta, i giorni delle foglie per l’irrigazione, i giorni delle radici per la potatura, mentre nei giorni dei fiori la vigna viene lasciata intatta.

uva biodinamica

Come si produce il vino biodinamico?

La produzione del vino biodinamico si basa all’idea che tutto nell’universo (anche i corpi celesti) sia interconnesso ed emani una risonanza o “atmosfera”: ne deriva che la viticoltura biodinamica sia la pratica di equilibrare questa risonanza tra vite, uomo, terra e stelle.

Un altro aspetto controverso riguarda poi il piano pratico: la vera viticoltura biodinamica richiede l’utilizzo di speciali preparati di compost, infilati (anche) in corna di vacca e seppelliti nel terreno per tutto l’inverno; le corna sono poi dissotterrate e il loro “ripieno” viene distribuito in tutta la vigna. Secondo i fautori di questa pratica, il cornoletame o preparato 500 stimola e armonizza i processi di formazione dell’humus nel terreno in cui vive la radice della pianta della vite, perché regola il pH, favorisce la germinazione dei semi e l’attività microbica del suolo e dissolve i minerali. Un altro preparato famoso è il 501, o cornosilice, che si spruzza per concentrare e potenziare le forze luminose proprie della silice e regolare la maturazione dei frutti.

Le caratteristiche del vino biodinamico

Nel mondo ci sono circa un migliaio di produttori che producono vino biodinamico, per lo più concentrati negli Stati Uniti e in Francia.

Dal punto di vista organolettico, anche se è un aspetto soggettivo, si può affermare che non ci sono particolari differenze tra un vino biodinamico e un vino “normale”, e anzi gli esperti ritengono che sia quasi impossibile degustare un vino alla cieca e dedurre se le pratiche biodinamiche sono state implementate o meno. Tuttavia, secondo produttori di vino che coltivano in modo biodinamico, la combinazione della mancanza di pesticidi e l’attuazione di tali pratiche agricole in sintonia con la natura rendono il profilo gustativo dei vini biodinamici superiore rispetto a quello degli altri vini.

Agricoltura biodinamica: i principi base applicati alla viticultura

I principi della biodinamica non sono per nulla nuovi, perché sono stati ideati dal filosofo austriaco Rudolf Steiner (che abbiamo già citato parlando di acqua dinamizzata) all’inizio degli anni ’20, precedendo di gran lunga il movimento biologico. Anzi, l’agricoltura biodinamica intesa come metodo di coltivazione olistico e omeopatico è considerato il più antico movimento agricolo anti-chimico e precede di circa vent’anni lo sviluppo dell’agricoltura biologica.

La definizione ufficiale di agricoltura biodinamica secondo la Biodynamic Farming and Gardening Association è “un approccio spirituale-etico-ecologico all’agricoltura, ai giardini, alla produzione alimentare e alla nutrizione”, che ha alcuni obiettivi di base come mantenere la fertilità della terra (stimolando le materie nutritive che già contiene naturalmente), rendere sane le piante senza l’utilizzo di composti chimici (in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti) e produrre alimenti di alta qualità (che quindi nutrano l’organismo in modo corretto e preservino la condizione naturale di equilibrio).

L’agricoltura biodinamica cerca anche la sostenibilità e per certi versi è simile all’agricoltura biologica in quanto entrambe si praticano senza prodotti chimici di sintesi: di diverso c’è la concezione di fondo dell’attività, perché l’agricoltura biodinamica vede, come accennato, l’orto e il vigneto come un intero ecosistema, tenendo conto anche di cose come le influenze astrologiche e i cicli lunari.

vino biodinamico

L’ecosistema funziona nel suo insieme e dovrebbe diventare autosufficiente: materiali naturali, suoli e compost sono usati per sostenere il vigneto, e non c’è spazio per fertilizzanti chimici e pesticidi, vietati per il bene della fertilità del suolo.

Alcune di queste pratiche sono scientificamente provate, come le pratiche organiche, mentre altre sono più difficili da dimostrare scientificamente – e, anzi, spesso la comunità internazionale ha messo in dubbio l’efficacia di queste azioni. Ad ogni modo, ci sono studi che hanno verificato che l’agricoltura biodinamica può avere un impatto positivo sulla resa, agricola sulla qualità del suolo e sulla biodiversità, così come i preparati biodinamici possono offrire un “impatto ambientale positivo in termini di utilizzo ed efficienza energetica”.

Differenza tra vino biologico e biodinamico

Da quanto scritto, sembra quindi evidente che esistano differenze tra vini biodinamici e vini biologici. Il punto in comune delle produzioni è che incorporano entrambe pratiche che non prevedono l’uso di sostanze chimiche.

Tuttavia, per semplificare quanto più possibile, il vino biologico viene prodotto con uve biologiche (che seguono anche degli specifici regolamenti e norme), mentre l’agricoltura biodinamica segue metodologie più olistiche e ampie e “cura” tutto l’insieme vitale di un vigneto – altre piante, insetti, animali – e non solo l’uva.

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