Cortesie per gli ospiti: un successo che dura da un bel po’

La prima edizione è andata in onda dal 2005 al 2018 e ha contribuito alla fama di Alessandro Borghese, che faceva parte del terzetto di giudici, ma l’interesse verso il programma è rinato nel 2018 con la squadra formata da Csaba della Zorza, Roberto Valbuzzi e Diego Thomas: e anche se ora il simpatico architetto esperto di home decor è stato sostituito da Luca Calvani, Cortesie per gli ospiti resta uno dei reality show a tema food che maggiormente piace a pubblico e social, come dimostra anche il nuovo spin-off che ha debuttato sempre su Real Time.

Cortesie per gli ospiti – Ristorante, lo spin off con Roberto Valbuzzi

Da qualche settimana, infatti, gli spettatori di Real Time hanno notato un nuovo ingresso nel palinsesto del canale, con lo spazio delle 20.20 occupato dallo show Cortesie per gli ospiti – Ristorante, che stravolge un po’ (ma neanche poi troppo) il format dell’originale Cortesie per gli ospiti.

Il trait d’union tra i due programmi è rappresentato dallo chef Roberto Valbuzzi (sempre più in rampa di lancio televisiva, vista anche la conduzione di Uno chef in fattoria su Food Network) che, insieme alla new-entry Ursula Seelenbacher, ha il compito di decretare i vincitori dell’episodio, che non si sfidano più nel salotto di casa con preparazioni personali, ma nel ristorante del cuore.

In ogni puntata, infatti, facciamo la conoscenza di una coppia di concorrenti che accompagna avversari e giudici al proprio ristorante preferito, dove sarà servito anche il loro piatto “del cuore”, e Valbuzzi e Seelenbacher hanno il compito di votare i piatti, appunto, ma anche l’esperienza globale declinata nelle voci di servizio, location, accoglienza e atmosfera. Come avviene anche nella versione classica, lo chef si concentra soprattutto sulle ricette, facendo anche delle capatine nelle cucine per parlare con i colleghi professionisti e raccontare un po’ dei dietro le quinte del ristorante, mentre Seelenbacher (PR di origini austriache e trendsetter) ha il compito di aggirarsi tra arredi e location, finendo per unire le figure e i ruoli che hanno gli altri due giudici del programma (Csaba dalla Zorza e Diego Thomas nel terzetto più famoso).

Più che all’originale Cortesie per gli ospiti, quindi, questo spin-off ricalca il format di altri show gastronomici piuttosto famosi e apprezzati, come Quattro Ristoranti di Alessandro Borghese e Food Advisor di Simone Rugiati, anche se si caratterizza per un’atmosfera più leggera e per un clima “cortese” come da titolo.

cortesie per gli ospiti case

La storia di Cortesie per gli ospiti

Alessandro Borghese in veste di esperto di alimentazione e cucina, Roberto Ruspoli come maestro di lifestyle e accoglienza e Chiara Tonelli in qualità di specialista di interior design: è questa la prima squadra di giudici di Cortesie per gli ospiti, programma andato in onda per la prima volta nel 2005 su Real Time (all’epoca ancora Discovery Real Time) sulla piattaforma Sky Italia e, successivamente, anche in chiaro su digitale terrestre.

L’idea di questo show prende spunto da un (inquietante) libro di Ian McEwan, “Cortesie per gli ospiti”, ma stravolgendone completamente il tono e l’atmosfera: in ogni puntata, una coppia di concorrenti ospita una coppia avversaria e i giudici, allestendo al meglio la propria casa e preparando un menu ad hoc. I tre esperti sono chiamati a decretare i vincitori dando i voti alle categorie di sfida (ogni giudice esprime il voto solo sul proprio ramo di attività, al contrario di quanto avviene in altri show simili), che sono appunto menu, arredamento e accoglienza, e in particolare il modo in cui gli ospiti hanno arredato l’interno della casa, hanno curato la mise en place e l’intrattenimento, hanno preparato e servito i piatti.

Il programma incontra un buon successo, portando nel 2010 anche al primo spin-off Cortesie per gli ospiti New York, che in pratica sposta l’azione nella città della Grande Mela confermando i giudici ad eccezione di Chiara Tonelli, sostituita per quelle puntate da Marina Sagona, illustratrice italiana trasferitasi a New York.

Dopo la settima stagione, nel 2011 Ruspoli lascia definitivamente lo show: gli subentra il lifestyler Riccardo Vannetti, che per altre due stagioni compone la giuria al fianco di Alessandro Borghese e Chiara Tonelli, fino alla prima chiusura dello show, divenuto ormai un po’ fiacco.

Dopo una pausa di qualche anno, nel 2018 Real Time decide di rilanciare Cortesie per gli ospiti con una squadra completamente rinnovata: è il terzetto di giudici composto da Valbuzzi, Diego Thomas e Csaba della Zorza, che fanno breccia nel cuore degli spettatori e portano avanti ben 7 edizioni, superando anche la pandemia.

Qualche mese fa, Thomas ha anticipato via social l’abbandono al programma – per l’edizione numero 16 è stato sostituito da Luca Calvani – e, dal gennaio 2022, è diventato uno dei tutor di Detto Fatto su Rai 2, offrendo consigli in merito all’arredamento della casa.

cortesie per gli ospiti cena

Cortesie per gli ospiti, il segreto del successo

Il gradimento di questa trasmissione si basa su una serie di fattori: da un lato, Cortesie per gli Ospiti piace perché consente di “entrare in casa” di persone comuni, di scoprire nuove tradizioni locali, di trovare spunti interessanti da riproporre anche per gli eventi in famiglia o le cene speciali.

Più di tutto, però, funziona quando il trio di giudici è affiatato e in sintonia: soprattutto la squadra formata da Valbuzzi, della Zorza e Thomas ha chiarito questo aspetto, dando la sensazione di essere amici anche a telecamere spente, offrendo suggerimenti con garbo e leggerezza e non lesinando simpatiche punzecchiature vicendevoli.

Proprio l’alchimia tra i tre giudici è la chiave del successo del programma, l’elemento che – insieme alla capacità empatica delle coppie di concorrenti (che raccontano vari aspetti ed episodi della propria vita) – vivacizza e diversifica le singole puntate, che per il resto non presentano particolari novità o originalità nel format (in effetti, le scene di presentazione degli ospiti e le fasi del confronto del confronto sono piuttosto ripetitive, così come un aspetto sgradevole ma inevitabile sono i frequenti stacchi pubblicitari).

A riprova della forte sintonia che si era creata tra lo chef Roberto Valbuzzi, l’architetto Diego Thomas e l’esperta di bon ton Csaba dalla Zorza, sul finire del 2020 i tre hanno firmato il libro Cortesie per gli ospiti – La guida per ricevere a casa, trasponendo in carta la loro esperienza in video e svelando il segreto per apprendere l’arte dell’ospitalità: come si legge sin dal primo capitolo, “non serve essere un cuoco provetto, un maestro di cerimonie né avere una casa che sembra essere appena uscita da un rivista patinata”, perché serve l’emozione, la grande generosità “che è alla base della condivisione”.