Tavoli all’aperto anche d’inverno, certo che si può!

Le piccole serre individuali ad Amsterdam, ma anche gli spazi tipo igloo o navicella a Roma, e poi ancora cabine di ogni forma sparse in tutto il mondo: la pandemia sta cambiando il modo in cui i ristoranti approcciano agli spazi esterni, diventati fondamentali per assicurare un servizio più ampio, e in vista dell’inverno è inevitabile che i tavoli all’aperto debbano essere coperti per mettere al riparo le persone da piogge, vento e freddo. Ecco quindi quali sono le idee più originali per ottenere il risultato e consentire agli ospiti di cenare in tranquillità e in sicurezza.

Tavoli all’aperto, distanziamento e sicurezza

Già lo scorso anno iniziarono a diffondersi queste soluzioni ingegnose al problema del distanziamento sociale imposto dalla pericolosità dei contagi da Coronavirus, e anche per la stagione fredda 2021-22 non sembrano esserci premesse più ottimistiche, nonostante vaccini e green pass.

Ecco, quindi, che mangiare all’aperto resta la soluzione preferita da molti ristoranti che hanno disponibilità di spazi dehors: e se in estate la pioggia può essere un evento sfortunato, in autunno e in inverno diventa una possibilità più concreta e frequente che, unita alle temperature basse, non consente ai clienti di godere dell’esperienza. Ma, appunto, ci sono varie tecniche creative che possono proteggere gli ospiti e mantenerli al caldo, al sicuro e socialmente distanti.

Qvinto_Roma

Tavoli all’aperto, le idee più originali in Italia

Una delle location che ha dimostrato maggior creatività è certamente Qvinto a Roma, polo della ristorazione romana immerso nella verde cornice del Parco di Tor di Quinto, che già dallo scorso anno ha allestito uno speciale Igloo Garden per accogliere i clienti in totale sicurezza, all’interno di strutture trasparenti a forma di igloo che garantiscono atmosfera intima e speciale. La capienza massima di ogni Igloo è di 4 persone, ma ci sono anche le strutture destinate alle coppie – Igloo Love – pensate per i momenti romantici e per le “dichiarazioni”.

Per gli appassionati di fantascienza, poi, la stagione fredda può essere l’occasione per una cena all’interno di un’astronave: il The Roof di Qvinto ospita infatti una speciale navicella spaziale chiamata Apollo, con location allestita dal noto event imagineer internazionale, Tony Marklew, che ha ricreato un ambiente a tema lunare.

La sperimentazione all’estero

Restiamo in Europa, dove anche alcuni ristoranti stellati hanno sperimentato soluzioni innovative per rispondere all’emergenza: è il caso di Costes, ristorante 1 stella Michelin a Budapest, che nello scorso inverno ha deciso di proporre un servizio di lusso in una location mozzafiato, spostando i tavoli all’interno del Budapest Eye, la famosissima ruota panoramica sul Danubio che offre una splendida vista della capitale ungherese.

Anche nel Regno Unito non sono mancate idee per coprire i tavoli all’aperto – non fosse altro che, in quelle zone, le piogge sono proverbiali durante tutto l’anno: a Londra sono nati gli Skylight Christmas at Tobacco Dock, che hanno permesso a gruppi di 6 persone di cenare con la massima tranquillità in occasione delle scorse festività natalizie.

A Birmingham, invece, il Craft ha pensato a delle Docks, particolari cabine trasparenti con vista sul canale cittadino, in grado di ospitare fino a 10 persone e fornite di riscaldamento, aria condizionata e maggiordomo personale.

craft birmingham

Tavoli all’aperto, le idee negli Stati Uniti

Ma è soprattutto negli Stati Uniti che abbiamo visto gli esperimenti più arditi, come forse era facile preventivare.

Se a New York il ristorante francese Cafe du Soleil nell’Upper West Side ha puntato su semplici tende di plastica trasparente di forma tondeggiante, che servono a proteggere i clienti dal vento e dal freddo, a Detroit è nato lo spazio East Eats, composto interamente da 10 cupole con posti a sedere capaci di ospitare un gruppo di otto persone, servito da una cucina mobile su ruote; a Boston, invece, al molo di Woods Hill sono spuntati degli igloo trasparenti che permettono ai clienti di godere della vista sul porto e mantenere il distanziamento sociale.

Si è spinta oltre l’amministrazione cittadina di Chicago, Illinois, che ha aperto un vero e proprio bando di gara per cercare una soluzione funzionale, creativa ed ecosostenibile per consentire ai ristoratori di utilizzare il proprio dehors anche con l’arrivo delle temperature più rigide che caratterizzano la città nei mesi invernali.

A decretare i tre progetti vincitori del grande design contest, ribattezzato Winter Dining Challenge, è stata una giuria di proprietari di ristoranti, chef, camerieri e architetti, e ognuna delle tre idee ha ottenuto un premio da cinquemila dollari.

Al primo posto si è posizionata Cozy cabins, un’idea di Amy Young realizzata dallo studio di design  ASD | SKY, che ha tratto ispirazione dai rifugi per la pesca sul ghiaccio per proporre delle speciali “cabine” a schiera in vetro opaco, delle dimensioni di un box auto, con riscaldamento a pavimento radiante.

La medaglia d’argento è andata a Bloc Party, flessibile soluzione dell’urbanista e progettista Neil Reindel, che ha pensato a moduli a forma di cubo adatti a una varietà di luoghi, che possono essere inseriti nelle corsie di parcheggio e sono forniti di sedili e riscaldamento.

Il terzo progetto selezionato a Chicago si chiama Heated Tables ed è stato proposto dalla graphic designer Ellie Henderson: come si intuisce dal nome, si tratta di veri e propri tavoli riscaldati ispirati al tradizionale tavolo giapponese Kotatsu, modificato per assicurare un efficace utilizzo anche in ambienti esterni.