Il colorante alimentare E171 finalmente da questa estate sarà bandito!

Stiamo per dire addio al biossido di titanio, un additivo alimentare utilizzato in passato come colorante e identificato dalla sigla E171: dopo un lungo iter (scientifico e politico), dal prossimo mese di agosto 2022 termina anche l’ultimo periodo di transizione fissato dall’Unione Europea e quindi non possono essere più commercializzati prodotti che lo contengono. Il motivo è da ricercare nella tutela della sicurezza dei consumatori: secondo una valutazione della Commissione europea, le sue nanoparticelle potrebbero infatti avere un effetto deleterio sul patrimonio genetico umano!

E171 colorante, che cos’è il biossido di titanio

La sigla E171 indica un additivo alimentare in polvere, costituito da particelle di biossido di titanio (TiO2), che viene usato in differenti settori industriali per le sue proprietà coloranti, o per meglio dire sbiancanti o opacizzanti. Per la precisione, questo pigmento bianco serve a dare un aspetto superficiale omogeneo e appunto bianco ad alimenti di pasticceria, dolciumi, gomme da masticare, zuppe o piatti pronti, mentre il suo effetto opacizzante è sfruttato soprattutto in alcuni yogurt o gelati.

Il biossido di titanio è composto da nanoparticelle, che sono 10.000 volte più piccole di un granello di sale, non ha virtù nutritive e ha solo uno scopo estetico, per far risplendere o colorare di bianco il rivestimento del cibo: per la precisione, come altre molecole simili, il colorante E171 ha la funzione tecnologica di rendere gli alimenti più attraenti, perché aggiunge colore ai prodotti che non ne hanno o ravviva quello originale.

e171 colorante

Dove si trova il biossido di titanio

Il biossido di titanio è stato autorizzato come additivo alimentare nell’Unione Europea in base all’allegato II del regolamento 1333 del 2008, classificato come materiale inerte e presto molto utilizzato nei prodotti alimentari. Si trova, ad esempio, in caramelle, prodotti da forno, salse, prodotti a base di pesce e formaggio, zuppe, brodi, minestre e creme salate da spalmare, solitamente per accentuare la colorazione bianca e migliorare l’aspetto estetico. Non è quindi un additivo utilizzato per la composizione dei prodotti alimentari, ma solo come ingrediente per rendere più “accattivanti” gomme da masticare, dolci e decorazioni per torte.

Più precisamente, l’associazione Acting for the Environment aveva già 2016 monitorato la presenza di E171 nei prodotti comunemente venduti nella GDO, ritrovandolo tra l’altro in dolciumi confezionati, spezie per guacamole, salse industriali e così via.

Nel tempo, poi, il biossido di titanio ha trovato diffusione anche in un’ampia gamma di prodotti farmaceutici e cosmetici di uso quotidiano, come trucchi, dentifrici, creme solari, cipria, farmaci, e addirittura nelle creme che si usano nel momento in cui si cambia il pannolino ai neonati.

e171 colorante pasticceria

E171, perché è pericoloso per l’uomo

E quindi, E171 è un additivo molto presente nei prodotti industriali e addirittura compare in articoli consumati frequentemente da bambini, aspetto che rende inquietante il rischio correlato alla classificazione di genotossicità che oggi è acclarata.

Abbiamo infatti detto che nel 2008 questo colorante aveva ricevuto il via libera dell’Unione Europea, ma nuove ricerche scientifiche avevano già messo in luce dei potenziali fattori di rischio, spingendo le autorità regolatorie a porre l’attenzione su questo composto. Ancora nel 2016, però, l’Efsa (l’autorità europea che tutela la sicurezza alimentare) aveva fornito rassicurazioni sull’assunzione per via orale di biossido di titanio, escludendo rischi di genotossicità e cancerogenicità, ma al tempo stesso segnalando “lacune e incertezze nei dati” che, nel tempo, avrebbero richiesto una revisione dei dati. Nel frattempo si sono mosse la francese Anses (Agenzia per la sicurezza alimentare, l’ambiente e la salute sul lavoro del Paese transalpino) e l’olandese Nvwa, che avevano evidenziato il potenziale effetto cancerogeno dell’E171 nei confronti del colon-retto e possibili effetti nocivi sul sistema immunitario per tossicità riproduttiva.

Queste preoccupazioni avevano infine spinto il governo francese a sospendere l’uso del biossido di titanio nei prodotti alimentari in via precauzionale dal 1 gennaio 2020 per un periodo di un anno, prorogando ulteriormente la misura fino al 1 gennaio 2022. Nello stesso periodo, poi, è arrivato finalmente il nuovo parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che a maggio 2021 ha sancito che l’E171 non può più essere considerato “sicuro” come additivo alimentare: anche se l’assorbimento delle particelle di biossido di titanio è basso, le stesse “possono accumularsi nell’organismo” e soprattutto non è possibile poter la “genotossicità” del componente, ovvero la sua capacità di danneggiare il Dna, il materiale genetico delle cellule.

In particolare, vari studi hanno dimostrato che le nanoparticelle di biossido di titanio sono responsabili di lesioni precancerose nel colon, e che questa sostanza chimica è in grado di attraversare la parete dell’intestino e trovare la sua strada nel flusso sanguigno. L’E171 è pericoloso anche in gravidanza, perché le nanoparticelle possono attraversare la placenta e raggiungere l’ambiente del feto.

Arriviamo quindi alla storia recente: il regolamento UE 2022/63 ha finalmente vietato l’utilizzo del biossido di titanio (E171) negli alimenti, compresi gli integratori alimentari e le gomme da masticare – escludendo però temporaneamente l’industria farmaceutica da questo divieto, per prevenire eventuali carenze di medicinali. Dallo scorso 7 febbraio 2022 è quindi vietato in tutta l’UE l’impiego del colorante E171  in tutti gli alimenti, e dal prossimo 7 agosto 2022 non si possono più produrre alimenti che contengano biossido di titanio (ma solo commercializzare gli alimenti prodotti prima del 7 febbraio 2022 fino alla data indicata in etichetta come scadenza o termine minimo di conservazione).