Dolcetto o scherzetto? Ecco tutte le ricette per una notte mostruosa

Dolcetto o scherzetto? Oppure, per dirla in lingua inglese, trick or treat? Questa espressione è diventata uno dei simboli della festa di Halloween, ormai sempre più celebre e celebrata anche in Italia, e scandisce in particolare il momento in cui i piccoli bussano alle porte per ricevere, appunto, una piccola ricompensa dolce oppure punire con uno scherzetto chi li lascia a mani vuote. Il nostro articolo si incentra non solo sulle origini di questa espressione e questa pratica, ma anche sulle ricette casalinghe per preparare dei buoni dolcetti da offrire ai mostricciatoli di Halloween al posto dei soliti prodotti confezionati.

Le ricette per fare dolcetto o scherzetto

Anche se i bambini italiani sono generalmente meno bellicosi, mettere da parte un po’ di caramelle e cioccolatini da regalare la sera del 31 ottobre è comunque un piccolo sforzo per farli contenti, così da rimpinguare il loro “bottino” fatto di cioccolatini, caramelle e leccornie varie.

Tuttavia possiamo fare di più e non limitarci solo a comprare dolcetti confezionati o cioccolatini industriali, e preparare qualche specialità casalinga per rispondere adeguatamente a dolcetto o scherzetto.

Le ricette per Halloween sono tantissime e, solitamente, di facile realizzazione: ad esempio, possiamo preparare dei classici biscottini di pasta frolla, che decoreremo con i motivi spettrali della festa. Un’idea sfiziosa sono i fantasmini di Halloween, ma possiamo anche lanciarci nei pipistrelli di Halloween o nei biscottini a forma di zucca; se abbiamo più tempo (e voglia), possiamo anche realizzare dei fantastici biscotti di Jack Skeletron (dal personaggio protagonista di Nightmare Before Christmas) o gli sfiziosi cupcake di Halloween. Per puntare ancora di più sull’aspetto simpaticamente terrificante, possiamo fare anche i ragni di Halloween, delle ossa di meringa o le realistiche dita di strega, dei semplici biscotti di pasta frolla a cui daremo la forma di un dito umano, con tanto di unghia creata con una mandorla posta all’estremità.

A prescindere dalla ricetta, quello che è importante è garantire la freschezza e la conservazione di queste preparazioni: il consiglio è quindi di conservarle in un sacchetto o bustina alimentare da consegnare ai piccoli, oppure di pensare a una versione monoporzione per evitare difficoltà nella spartizione e distribuzione tra i bambini.

Cake-pops-di-halloween

Dolcetto o scherzetto, le origini di questa usanza

Come probabilmente sappiamo, la ricorrenza di Halloween non è stata inventata negli Stati Uniti (dove però ha assunto la forma attuale, spiccatamente macabra e commerciale), ma affonda le radici nel passato e risale all’epoca dei Celti e, in particolare, alla festa di Samhain che per i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale di oltre duemila fa segnava l’inizio dell’anno nuovo – approssimativamente, il 31 ottobre.

Secondo i Celti, in quella occasione gli spiriti dei morti tornavano sulla Terra alla ricerca di un corpo da possedere, perché durante la notte del 31 ottobre cadevano le barriere fra il mondo terreno e quello dell’aldilà: per mettersi al sicuro dagli spiriti, le persone si dovevano mascherare da mostri e rendere le proprie case indesiderabili. Parte di queste convinzioni sono state cristianizzate come la Festa di Tutti i Santi, mentre più in generale queste restano ancora le basi dell’attuale tradizione di Halloween.

All’interno di questa ricorrenza, poi, si inserisce la celebrazione del “trick or treat“, un’espressione (e un’usanza) che parimenti risalgono ai secoli scorsi.

Ci sono almeno tre teorie che spiegano le origini di “dolcetto o scherzetto”.

  1. Una prima tesi fa risalire la tradizione (ancora) alle credenze dei Celti: nella notte tra il 31 ottobre e il primo di novembre le fatine diventavano ancora più dispettose del solito, facendo marachelle e piccoli scherzi ai malcapitati, e l’unico modo di superare “incolumi” la notte era blandirle con dolci e altro genere di cibo.
  2. Per altri, le origini sono del Medioevo cristiano e rifanno alla pratica del souling (elemosinare l’anima), nata in Irlanda e Gran Bretagna (ma diffusa in maniera simile anche nel Sud Italia) in voga a partire dal IX secolo dC: nella giornata di Ognissanti, la gente povera andava di porta in porta per chiedere e ricevere cibo in cambio di preghiere, riti beneauguranti e protettivi per quella famiglia (e, forse, anche per gli spiriti dei loro defunti da eseguire nel giorno successivo, visto che il 2 novembre si celebra appunto la Commemorazione dei defunti). In caso di mancato accordo – se, quindi, questi bisognosi non ricevevano nulla – non ci sarebbe stata nessuna preghiera e, anzi, ci sarebbe stato spazio per maledizioni e sciagure.
  3. Infine, l’ultima versione rimanda a una tradizione irlandese per “Saint Columbkill”, che portava le persone ad andare in giro chiedendo offerte, soldi e cibo per preparare una festa adeguata.

Biscotti-di-halloween

Dolcetto o scherzetto, il significato odierno

Tornando ai giorni nostri, l’usanza più nota di Halloween – insieme alla jack-o’-lantern, la zucca intagliata che dovrebbe essere di varietà Connecticut field pumpkin – è proprio quella che vede impegnati i bambini mascherati, che girano di casa in casa proponendo ai proprietari l’alternativa tra “dolcetto o scherzetto”.

Come funziona dolcetto o scherzetto

Questa tradizione del “trick or treat” è in realtà piuttosto recente e sembra essersi diffusa a partire dagli Stati Uniti nell’ultimo secolo, ma ormai è canonizzata e segue uno schema ben preciso.

I bambini a gruppetti bussano alla porta ed esclamano appunto “trick or treat”, una domanda che in italiano è stata tradotta (non proprio letteralmente) in “dolcetto o scherzetto“: il significato non cambia, perché rappresenta sempre una sorta di minaccia (il trick, che può essere più o meno bonario) da attuare in caso di mancato esaudimento della richiesta di un dolce o di un altro genere di conforto (treat può essere anche una monetina o un oggettino).

Esistono anche alcune filastrocche in inglese che i piccoli imparano a scuola e recitano nella sera di Halloween, travestiti da mostri, maghi o streghette: la più famosa dice scherzosamente “Trick or treat, smell my feet, give me something good to eat” e significa “Dolcetto o scherzetto, annusa i miei piedi, dammi qualcosa di buono da mangiare”.

In particolare, gli scherzetti più comuni – almeno negli Stati Uniti – sono di varia natura, fastidiosi ma comunque innocui: si va da piccoli dispetti come buche scavate nel giardino o lattine vuote legate al tubo di scappamento dell’auto ad azioni un po’ più gravi, come spazzatura sparsa nel giardino o uova lanciate contro la porta d’ingresso.