Dolci di Natale calabresi: cosa si prepara per tradizione?

Buoni, semplici, naturali e realizzati con prodotti stagionali, strettamente legati al territorio e alla storia: sono i dolci di Natale calabresi, espressione di una tradizione che racconta tutta la storia di questa terra e della cucina tipica calabrese. In vista delle feste di fine anno, gli ingredienti protagonisti sono innanzitutto il miele, ma anche uvetta, fichi, frutta secca, agrumi e vino cotto, sapientemente mescolati per dar vita a spettacolari ricette che arricchiscono le tavolate natalizie nella punta dello Stivale.

Migliori dolci di natale calabresi, quali sono

La pasticceria calabrese offre tante ricette golose in vista del Natale, ma i più famosi e migliori dolci di natale calabresi sono probabilmente i mostaccioli, i petrali e la pitta ‘nchiusa o pitta ‘mpigliata, che non mancano mai in occasione dei giorni di festa e che si accompagnano a ricette altrettanto saporite.

Tutte queste preparazioni, in realtà, hanno similitudini con i dolci natalizi tipici di altre regioni del Sud Italia, a riprova di un’origine comune che affonda le radici nella storia del nostro Paese e, in particolare, nel periodo della Magna Grecia e delle successive dominazioni, con influenze arabe e romane che si intrecciano con prodotti frutto della più classica creatività contadina.

L’esempio più evidente sono i Mostaccioli, dolci appunto di origine greca che in Calabria si chiamano ‘nzuddha, nzudda, mastazzolu o mostacciolo calabrese, e che ha un corrispettivo nei mustaccioli napoletani: sono biscotti non lievitati noti già dal III secolo aC, preparati con miele, farina, liquore all’anice e altri aromi (tra cui talvolta anche mosto di vino caldo, da cui potrebbe derivare il nome), che in passato servivano da ex-voto ed elemento propiziatorio nei sacrifici agli Dei. Tra i più famosi oggi ci sono i mostaccioli di Soriano Calabro e gli ‘nzuddhi di Seminara, modellati a mano dagli artigiani locali, capaci di dare a questi biscotti forme antropomorfe e zoomorfe davvero artistiche.

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Dolci calabresi di Natale

L’elenco dei dolci tipici natalizi in Calabria comprende tante altre preparazioni che sono tipiche di determinate aree: ad esempio, nella zona di Reggio Calabria e, in particolare, in quella che si chiama grecanica troviamo i Petrali, piccole mezzelune di pasta frolla che nascondono un saporito ripieno a base di frutta secca.

Secondo la leggenda, questi dolcetti sarebbero stati inventati da un prete e dalla sua perpetua, da cui il nome petrali, e in realtà oggi le ricette sono molto varie, specialmente per il ripieno, dove si possono trovare mandorle, nocciole, ma anche fichi secchi, uva passa, miele, cacao, vino cotto e altre prelibatezze.

Sempre nel reggino troviamo la “Pitta di San Martino”, un biscotto povero fatto con miele e uva passa, farcito con noci, uvetta e frutta candita e ricoperto con glassa di zucchero: tradizionalmente si preparavano per la festa di San Martino a novembre, ma oggi questi dolcetti morbidi sono diventati tipici del Natale.

Una ulteriore specialità locale è il torrone gelato, o turruni gilatu in dialetto che, a dispetto del nome, non è un gelato ma un torrone molto morbido, che all’interno prevede un impasto di essenze aromatizzate di diversi agrumi e zucchero fondente a vari colori, punteggiato da canditi e mandorle, e completamente ricoperto da una camicia di cioccolato.

I più golosi dolci tipici calabresi di Natale. Ecco quali sono

Alcune preparazioni, invece, accomunano tutta la regione (al netto delle inevitabili variazioni per zona o, addirittura, per tradizione familiare) e sono quindi annoverabili tra i dolci tipici di natale calabresi.

Ci riferiamo innanzitutto alla pitta ‘mpigliata o pitta ‘nchiusa, diventata un emblema delle tavole calabresi a Natale anche per il suo impatto scenografico: preparata sin dal 1700 (quando era riservata a grandi occasioni, come le cerimonie nuziali) è un dolce di origini povere, come testimonia l’impiego di semplici prodotti della terra come noci, mandorle, uva passa, mescolati con cannella, miele, vino liquoroso; questo composto viene racchiuso da una sottile e raffinata pasta sfoglia che, nella versione chiusa, serve a creare una torta di forma circolare con tante “rose” di pasta (che ricordano un po’ le cartellate pugliesi).

Altri golosi dolci natalizi calabresi sono le nepitelle, ravioli di pasta farciti con frutta secca, confettura di frutta, miele, spezie, cacao e cioccolato che, nella forma, ricordano la palpebra umana (il nome infatti deriva dal latino nepitedum, che significa proprio palpebra); i turdilli o tardiddri, piccoli biscotti rigati a forma di gnocco ricoperti interamente di mosto d’uva, fritti e tuffati nel miele caldo (un po’ come gli struffoli napoletani); le nacatole o crustuli, piccole ciambelle o bastoncini fritti e ricoperti di miele o zucchero; le crucette, dolcetti di fichi secchi tagliati a metà, farciti con un gheriglio di noce, aromatizzati con cannella o caffè e poi cotti nel forno.

Una specialità che fa capolino in tutta la regione sono anche le susamelle o zzuddri, biscotti a forma ovale interamente ricoperti di cioccolato fondente o di zucchero, preparati con uva passa, frutta candita, bucce di arancia e cannella.

turdilli

Dolci di Natale calabresi ricette

La vastità di queste preparazioni non deve spaventare, perché in realtà le ricette dolci di natale calabresi sono davvero semplici da imparare e ripetere in casa: se vogliamo quindi arricchire le nostre tavole di festa con un tocco particolare ispirato a questa regione da (ri)scoprire, ecco qualche consiglio pratico per fare i petrali e le susamelle.

Le specialità reggine sono a base di pasta frolla senza lievito, che possiamo preparare anche seguendo la nostra ricetta abituale e testata, e quindi la parte più complicata può essere quella del ripieno: nella ricetta originale dei petrali si prevede l’uso di noci, mandorle, fichi, mosto (ma va bene anche semplice vino rosso), zucchero, uva passa, cacao amaro, caffè zuccherato, arancia candita, miele, scorza grattugiata di mandarini, cannella e, per ricoprire, cioccolato fondente e ghiaccia reale.

Le susamelle, invece, sono una pasta di biscotto realizzata con miele e un po’ di latte e senza burro e senza uova, fortemente caratterizzata dal sentore di cannella: la caratteristica principale è la consistenza, che al tempo stesso è croccante e morbida.