Alimentazione

World Vegan Day: storia, significato e le ricette vegane d’autunno da provare

30 Ottobre 2026 · di Silvana

World Vegan Day: storia, significato e le ricette vegane d’autunno da provare

Novembre arriva con le prime nebbie, le castagne sul fuoco e la voglia di zuppe calde. E si apre con una ricorrenza che chiude idealmente il cerchio iniziato a ottobre: se il 1° ottobre abbiamo festeggiato la Giornata Mondiale Vegetariana, il 1° novembre è il turno del World Vegan Day, la Giornata Mondiale Vegana.

Quest’anno cade di domenica, il giorno perfetto per mettersi ai fornelli con calma. Non serve essere vegani per festeggiarla: basta la curiosità di portare in tavola, almeno per un pranzo, un menu completamente vegetale. In questo articolo vi raccontiamo com’è nata la ricorrenza, cosa significa davvero essere vegani, quanti sono oggi in Italia e vi proponiamo un menu d’autunno con le ricette vegane di Misya.

Cos’è il World Vegan Day e quando nasce

Per capire perché si festeggia proprio il 1° novembre bisogna tornare all’Inghilterra del 1944. Nel novembre di quell’anno Donald Watson riunì cinque vegetariani che, come lui, avevano scelto di rinunciare anche a latte e latticini, tra cui Elsie Shrigley. Da quell’incontro nacque la Vegan Society, oggi la più antica associazione vegana al mondo.

Serviva anche un nome nuovo, più breve di “vegetariani che non consumano latticini”. Furono scartate proposte curiose come dairyban, vitan e benevore, finché il gruppo scelse vegan: una parola che, come spiegò lo stesso Watson, prende le prime tre e le ultime due lettere di vegetarian, cioè “l’inizio e la fine del vegetarianismo”.

Il World Vegan Day è arrivato cinquant’anni dopo. Nel 1994 Louise Wallis, allora presidente della Vegan Society, lo istituì per celebrare il mezzo secolo dell’associazione, e scelse novembre perché era il mese della sua fondazione. Nel tempo la giornata è diventata prima una settimana e poi un mese intero: oggi novembre è il World Vegan Month, dedicato in tutto il mondo a far conoscere la cucina e lo stile di vita vegano.

Cosa significa essere vegani

A tavola la differenza con i vegetariani è netta. Il vegetariano esclude carne e pesce ma consuma uova, latte, formaggi e miele, mentre il vegano rinuncia a qualsiasi alimento di origine animale, compresi latticini, uova e miele.

Per la Vegan Society, però, il veganismo non è soltanto una dieta. È un modo di vivere che cerca di escludere, per quanto possibile e praticabile, ogni forma di sfruttamento degli animali, non solo per il cibo ma anche per l’abbigliamento e per qualsiasi altro uso. Per questo molti vegani non indossano pelle o scamosciato e scelgono cosmetici senza ingredienti di origine animale.

Anche in cucina, del resto, l’attenzione deve andare oltre le apparenze: ci sono prodotti che sembrano vegetali ma nascondono derivati animali, dalla gelatina alla cocciniglia. Se volete imparare a riconoscerli, vi spieghiamo come leggere le etichette nel nostro articolo sugli ingredienti di origine animale nascosti.

Infine, un’attenzione importante: un’alimentazione vegana va costruita con cura. Servono fonti sicure di vitamina B12, omega-3, calcio, ferro e zinco, e chi sceglie di diventare vegano fa bene a farsi seguire da un professionista, soprattutto nel caso di bambini, anziani e donne in gravidanza o in allattamento.

Quanti sono i vegani in Italia

Secondo il Rapporto Italia 2026 di Eurispes, i vegani nel nostro Paese sono il 3,2% della popolazione adulta, quasi 2 milioni di persone. È il valore più alto mai registrato: un anno fa erano il 2,9%, e nel 2014 appena lo 0,6%. In poco più di dieci anni, quindi, la loro quota è più che quintuplicata.

Il dato curioso è che nello stesso periodo i vegetariani sono calati, dal 6,6% al 5,3%. Nel complesso, vegetariani e vegani rappresentano oggi l’8,5% degli italiani adulti, contro il 9,5% del 2025, mentre la grande maggioranza, l’86,6%, resta onnivora.

L’interesse per la cucina vegetale, però, va ben oltre questi numeri. Sempre secondo Eurispes, il 20,5% degli italiani prenderebbe in considerazione una dieta vegetariana ma teme di non riuscire a seguirla nella vita di tutti i giorni. Un motivo in più per provare, almeno ogni tanto, qualche piatto vegano: magari si scopre che è più facile e più buono di quanto si pensi.

Il menu vegano d’autunno: le nostre ricette

Ecco un menu completo per il pranzo della domenica, tutto vegetale e tutto costruito sui sapori di stagione.

Antipasto

Per iniziare, l’hummus di funghi è una variante autunnale del classico hummus, perfetta da spalmare su crostini di pane tostato mentre si aspettano gli ospiti.

Primi piatti

La cucina povera ci viene in aiuto anche qui. La pasta ceci e patate si prepara con brodo vegetale, cipolla e un rametto di rosmarino: cremosa, economica e già vegana così com’è.

Se preferite una zuppa, lenticchie e spinaci è un piatto caldo e nutriente, ricco di ferro. E per chi non vuole rinunciare al sugo della domenica, il ragù di soia, preparato con i fiocchi di soia, ricorda da vicino il classico ragù alla bolognese.

Secondi piatti

Le polpette di lenticchie al sugo sono la risposta vegana alle polpette della nonna: lenticchie, pomodori secchi e pangrattato, cotte in forno e poi lasciate insaporire nella salsa di pomodoro.

In alternativa, lo spezzatino di seitan e piselli è un secondo saporito per chi vuole sostituire la carne, mentre il tofu con verdure al forno può diventare anche un piatto unico.

Contorni

La zucca è ancora la regina della stagione. La zucca al forno con rosmarino è pronta in una ventina di minuti, mentre la zucca in agrodolce, di tradizione siciliana, si prepara friggendo le fettine e insaporendole con aceto, zucchero e aglio. Per un tocco più amarognolo c’è il radicchio in padella, addolcito da uvetta e pinoli.

Dolce

Per chiudere, due dolci che stupiscono anche i più scettici: i brownies con fagioli e cioccolato, la prova che i legumi funzionano anche nei dessert, e la cheesecake vegana, cremosa e senza latticini.

Se cercate altre idee, trovate tutte le proposte nella raccolta delle migliori ricette vegan di Misya.

Gli ingredienti di stagione da mettere nel carrello a novembre

Cucinare vegano in autunno è più facile di quanto sembri, perché i banchi del mercato sono pieni di colori. Ecco cosa comprare:

Verdure: zucca, cavolfiore, broccoli, cavolo nero, verza, radicchio, finocchi, spinaci, porri.
Frutta: mele, pere, cachi, melagrana, castagne, kiwi, i primi agrumi.
Dalla dispensa: lenticchie, ceci, fagioli, farro, orzo, frutta secca.

Consigli per un piatto vegano completo e saziante

Il segreto di un buon piatto vegano è non lasciare la sensazione che manchi qualcosa. Abbinate sempre cereali e legumi, come nella pasta e ceci o nel riso con le lenticchie: insieme danno un piatto completo. Se avete dubbi sulle combinazioni migliori, c’è la nostra guida su come abbinare i legumi.

Usate la frutta secca per dare croccantezza a insalate e primi, e puntate su cotture che concentrano il sapore, come il forno e la tostatura. Infine, non abbiate paura di sperimentare con ingredienti come tofu, seitan e soia: con le giuste ricette diventano protagonisti anche dei piatti più tradizionali.

Buon World Vegan Day!

Che siate vegani da anni o semplicemente curiosi, domenica 1° novembre è l’occasione perfetta per sperimentare qualcosa di nuovo ai fornelli. Scegliete una ricetta, o l’intero menu, e fateci sapere com’è andata.

E se la cucina vegetale vi ha incuriosito, restate con noi: per tutto il mese vegano, qui sul magazine, vi racconteremo come cucinare al meglio il tofu, quali piatti della nostra tradizione sono vegani senza che ce ne accorgiamo e perché non tutte le birre e i vini lo sono.

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