Fraschette ai Castelli Romani: cosa sono, cosa si mangia e le migliori da provare
Tavoloni di legno, caraffe di vino della casa, taglieri carichi di porchetta e un’atmosfera da pranzo della domenica, anche quando è martedì: per i romani la gita fuori porta per eccellenza ha un nome preciso, ed è la fraschetta. Sparse tra i borghi dei Castelli Romani, a pochi chilometri dalla Capitale, le fraschette sono molto più di una semplice osteria: sono un rito, un pezzo di storia contadina arrivato fino a oggi quasi intatto. E l’autunno, con il vino nuovo e le prime giornate fresche, è il momento perfetto per scoprirle. Andiamo allora a vedere cosa sono le fraschette, come funzionano, cosa si mangia e quali sono gli indirizzi da segnare.
Cosa sono le fraschette e perché si chiamano così
Le fraschette nascono come cantine di campagna, dove i produttori vendevano direttamente il proprio vino a contadini, viandanti e romani in gita. In origine l’oste serviva solo da bere: il cibo ognuno se lo portava da casa, avvolto in un canovaccio, e lo divideva con gli altri sulle tavolate comuni. Per far sapere che il vino nuovo era pronto, fuori dalla porta si appendeva una frasca, cioè un ramo di vite o di ulivo: è proprio da qui che, secondo l’ipotesi più accreditata, deriva il nome. C’è però chi lo collega a Frascati, uno dei paesi simbolo di questa tradizione.
Con il tempo, accanto al vino sono comparsi prima pane, salumi e formaggi, poi la porchetta e infine i primi piatti della cucina romana. Oggi le fraschette sono a metà strada tra un’osteria e una gastronomia, ma lo spirito è rimasto lo stesso: informale, rumoroso, conviviale e, soprattutto, alla portata di tutti.
Come funziona una fraschetta
Chi ci va per la prima volta trova qualche regola non scritta che vale la pena conoscere.
- Il vino arriva in caraffa: è quello della casa, quasi sempre bianco, servito sfuso. Le misure hanno ancora i loro nomi in dialetto romanesco: il barzilai corrisponde a circa due litri, il tubbo a un litro e la foglietta a mezzo litro.
- Si mangia insieme: tavoli lunghi e spesso condivisi, piatti al centro e tanta chiacchiera. Non è il posto per una cena romantica a lume di candela.
- L’antipastone è d’obbligo: un tagliere abbondante di porchetta, salumi, formaggi, olive e bruschette, che spesso basta quasi da solo.
- In alcune si porta ancora il cibo da casa: qualche cantina storica, soprattutto a Frascati, mantiene l’usanza di un tempo e permette di arrivare con il proprio pranzo e ordinare solo il vino.
- Si spende poco: in media tra i 20 e i 30 euro a persona per un pasto completo, spesso con menù fisso.
- Meglio prenotare: nei weekend e nei giorni di festa le fraschette più note sono prese d’assalto da famiglie e comitive.
Cosa si mangia in fraschetta
La regina indiscussa della tavola è la porchetta di Ariccia, che dal 2011 vanta il marchio IGP: maiale disossato, insaporito con sale, pepe, aglio e rosmarino e cotto lentamente in forno, con una crosta croccante e una carne morbida e profumata. Si serve tagliata al momento, da sola o dentro un panino di pane casereccio, magari quello di Lariano, che è DOP.
Accanto alla porchetta non mancano i salumi locali, come la coppa e le coppiette di maiale essiccate e speziate, i formaggi come il pecorino e le ricotte, le olive, i sottoli e le bruschette. Poi arrivano i primi della tradizione romana: amatriciana, carbonara, gricia e cacio e pepe, ma anche fettuccine al ragù e pappardelle al cinghiale. Chi ha ancora fame può passare a salsicce alla brace, abbacchio e piatti del quinto quarto come la trippa e la coda alla vaccinara. Per chiudere, le immancabili ciambelline al vino, da inzuppare nel bicchiere.
Cosa si beve: i vini dei Castelli Romani
Quella dei Castelli Romani è la zona viticola più importante del Lazio, con vigneti che crescono sui terreni vulcanici dei Colli Albani. Il vino più famoso è il bianco Frascati, che nelle versioni Superiore e Cannellino, quest’ultimo amabile e perfetto con i dolci, ha ottenuto la DOCG. Da ricordare anche il Marino DOC e la Romanella, il vino bianco frizzante che ad Ariccia accompagna tradizionalmente la porchetta. In fraschetta, però, il protagonista resta il vino della casa, semplice e beverino, servito fresco nella caraffa.
Le migliori fraschette dei Castelli Romani
Vediamo ora alcuni indirizzi da provare, divisi per paese.
1. Ariccia
È considerata la capitale delle fraschette, tanto che in alcune vie del centro, come via dell’Uccelliera e via Borgo San Rocco, le insegne si susseguono una dopo l’altra.
- Fraschetta da Sora Lella (via dell’Uccelliera 32): una delle più antiche di Ariccia, da provare per porchetta, trippa alla romana e fettuccine ai funghi.
- Dar Burino (via dell’Uccelliera 44/50): tra le più grandi del paese, con più sale e tavoli all’aperto, propone un menù fisso completo di antipasto, primo, secondo e vino.
- Dar Vignarolo (Strada Nuova 97): specializzata nel quinto quarto, dalla coda alla vaccinara ai rigatoni con la pajata; da provare la cacio e pepe servita nella forma di pecorino.
- La Selvotta (via della Selvotta 43): tavoli all’aperto sotto i castagni secolari e un’atmosfera da picnic; si ordina allo sportello e si dice che qui si mangi una delle migliori amatriciane dei Castelli.
- Aricciainbocca (via delle Cerquette 44/46): ambiente con travi a vista e pareti in pietra, antipasto ricchissimo e piatti più creativi, come i ravioli di porchetta.
- Antico Grottino (piazza di Corte 15): a due passi da Palazzo Chigi, per fettuccine al ragù di cinghiale e salsiccia alla brace.
2. Frascati
La “città del vino” è il posto giusto per vivere la fraschetta nella sua forma più autentica.
- Cantina da Santino (via Pietro Campana 27): fraschetta storica dove è ancora possibile portare il cibo da fuori e ordinare solo il vino.
- Osteria dell’Olmo: un’altra cantina storica che mantiene la stessa usanza.
- Cantina Simonetti (piazza San Rocco): ampia scelta di vini, anche in bottiglia dai produttori locali, con primi e dolci fatti in casa.
- Osteria Fraschetta Trinca: ricavata in una grotta, tra le antiche cantine del vino.
3. Marino
- Osteria For de Porta: si entra da un portone di quercia massiccia in un ambiente di pietra viva, per una cucina castellana tradizionale a prezzi contenuti. Dopo pranzo si può visitare Marino Sotterranea, la rete di cunicoli scavati nella roccia sotto il paese.
4. Castel Gandolfo
- Hosteria la Fraschetta di Padre in Figlio (corso della Repubblica 58): conduzione familiare e piatti come le pappardelle al ragù di cinghiale, a pochi passi dal lago Albano.
Quando andare: le feste del vino e della porchetta
Le fraschette sono aperte tutto l’anno, ma l’autunno ha un fascino speciale: è la stagione della vendemmia, del vino nuovo e delle prime castagne. Chi vuole vivere i Castelli Romani nel giorno più festoso può segnare in calendario due appuntamenti fissi: la Sagra della Porchetta di Ariccia, il primo weekend di settembre, e la Sagra dell’Uva di Marino, la prima domenica di ottobre, quando dalla Fontana dei Mori sgorga vino invece dell’acqua. D’estate, invece, molte fraschette spostano i tavoli all’aperto, mentre nei mesi più freddi ad accogliere i clienti c’è spesso il camino acceso.
Un ultimo consiglio: se pensate di bere qualche foglietta di troppo, organizzatevi con il treno o con un guidatore designato. I Castelli sono collegati a Roma da diverse linee ferroviarie, e il vino della casa, si sa, va giù che è un piacere.